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Risonanza Magnetica

 

Risonanza Magnetica Nucleare Padova e Monselice

 

Che cos’è la Risonanza Magnetica Nucleare ?



La risonanza magnetica nucleare (in inglese nuclear magnetic resonance), o RMN, è una metodica di diagnostica per immagini sulla materia (nella fattispecie il corpo umano) che trova il proprio fondamento nella misurazione di quella che, in fisica, viene chiamata precessione dello spin (una grandezza associata al momento angolare di una particella, anche di massa uguale a zero, quale, ad esempio, il fotone) di protoni o di altri nuclei atomici (da qui l’accezione “nucleare”, dal fatto che oggetto dell’anali è il nucleo degli atomi del corpo,  mentre nelle altre metodiche di diagnostica per immagini sono gli elettroni degli atomi ad essere oggetto di analisi) soggetti a momento magnetico, previa esposizione ad un campo magnetico.

La sua scoperta (come fenomeno) ha valso il premio Nobel ai fisici Felix Bloch e Edward Purcell a metà del secolo scorso, con utilizzo, almeno inizialmente, riservato alla chimica.

Le prime valutazioni in ambito medico risalgono ai primi anni ’70 e sono riferite a tentativi di discriminare masse tumorali da tessuti sani.

E’ di Damadian la costruzione della prima macchina per risonanza magnetica sull’intero corpo umano, quella che oggi chiamiamo Total Body, e di una società chiamata Numar (successivamente incorporata da Halliburton, secondo contractor nel settore servizi petroliferi al mondo) lo sviluppo commerciale vero e proprio della prima apparecchiatura composta da un magnete permanente e un’antenna RF generatrice di impulsi.

La Risonanza Magnetica Nucleare è considerata un’indagine diagnostica non dannosa per il corpo umano.

Il suo utilizzo permette la discriminazione dei tessuti del corpo in riferimento alla loro composizione biochimica, e rende possibile ottenere immagini di sezioni del corpo su tre diversi piani: coronale, sagittale, assiale.

Nella sua essenza il principio è relativamente semplice. Si tratta di “immergere” il paziente in un forte campo magnetico statico, la cui intensità, ad oggi, può variare da poche frazioni di Tesla (come nel caso di apparecchiature di risonanza magnetica articolare o risonanza magnetica aperta total body definite “a basso campo”) fino, addirittura,  ai 23.5 Tesla (attualmente installato a Lione, in Francia, ed utilizzato a scopo di studio in ambito oncologico e risonanza magnetica spettroscopica H-MRS. Lo standard di intensità di campo magnetico riferito a diagnostica di risonanza magnetica total body ad alto campo, ad oggi, rimane comunque 1.5 Tesla, e solo alcune strutture ospedaliere, in Italia, fruiscono di apparecchiature a 3 Tesla, principalmente istituti di ricovero e cura a carattere scientifico IRCCS, con, a capofila, l’apparecchiatura 7 Tesla recentemente installata dall’istituto IRCCS Stella Maris di Calambrone in provincia di Pisa).

Sottoposti a questo forte campo magnetico statico, gli spin dei protoni che compongono il nucleo degli atomi del corpo umano tendono ad allinearsi alle linee di forza del campo magnetico prodotto dall’apparecchiatura, in un processo mai integrale, chiamato precessione (il moto della trottola) caratterizzata da una frequenza tipica (detta  frequenza di Larmor) nell’ordine dei Mhz.

In base al tipo di immagini che si vogliono ottenere, si applica quindi al paziente un campo magnetico rotante  avente frequenza di Larmor tale da ruotare la magnetizzazione dei protoni stessi di un angolo detto flip angle.

Nel processo di ritorno dello spin dei protoni allo stato di allineamento iniziale al campo magnetico principale (quello del magnete statico dell’apparecchiatura), una bobina ricevente misura la variazione di magnetizzazione ortogonalmente allo stesso, che avviene con due costanti di tempo definite t1 e t2.

T1 definisce la velocità con la quale si ripristina la magnetizzazione originaria, coerente con quella del campo magnetico principale (campo magnetico statico del magnete principale dell’apparecchiatura, o magnete permanente)

T2 definisce la velocità con la quale viene a mancare la componente di magnetizzazione trasversale in condizioni ideali.

Iniziativa Medica Affidea ritiene opportuno non eseguire esami di risonanza magnetica nucleare a donne in gravidanza.

 

La Risonanza magnetica è pericolosa?


L’indagine è assolutamente indolore e priva di rischi sia per il paziente che per gli operatori (i medici, personale tecnico e infermieristico).

In rari casi, nelle apparecchiature ad alta intensità di campo magnetico, si possono avvertire sensazioni di riscaldamento in alcune parti del corpo, contrazione involontaria di alcuni muscoli.

Per escludere la presenza di controindicazioni all’esame RM, è importante leggere e compilare accuratamente il questionario informativo e di consenso scaricabile dal sito www.iniziativamedica.affidea.it o disponibile presso la segreteria.

 

Risonanza magnetica con mezzo di contrasto


La RMN si può eseguire senza e con iniezione endovenosa di contrasto:

  • l’esame senza contrasto è in grado di fornire la maggior parte delle informazioni diagnostiche per tutti i distretti corporei.
  • L’esame con contrasto richiede la somministrazione endovenosa di una sostanza paramagnetica (gadolinio) che consente la visualizzazione delle strutture più vascolarizzate, fornendo informazioni diagnostiche aggiuntive in casi selezionati.

 

L’iniezione endovenosa di contrasto è pericolosa?


In rari casi si possono manifestare reazioni avverse all’iniezione endovenosa di gadolinio.

In caso di allergie a più elementi può essere utile effettuare una premedicazione antiallergica. In tutti i casi è necessario che il medico curante compili il modulo autorizzativo per gli esami con contrasto scaricabile dal sito www.iniziativamedica.affidea.it o a disposizione presso il personale di segreteria.

 

Come si svolge l’esame di Risonanza Magnetica


Prima dell’esame:

  • viene accertata la comprensione e l’esatta compilazione dei moduli informativi e di consenso sopra elencati, al fine di escludere controindicazioni relative all’esame di risonanza magnetica nucleare.

 

  • Successivamente,  il paziente viene accompagnato nello spogliatoio e, se l’esame lo richiede, deve spogliarsi ed indossare un comodo camice apposito(monouso).

 

  • In particolare, nello spogliatoio deve togliere tutti gli oggetti metallici, orologio, gioielli, reggiseno con ganci metallici, chiavi, carte di credito e cellulare, come sarà esaurientemente spiegato dal personale tecnico-infermieristico.

 

  • Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino dell’apparecchiatura, collocata all’interno della sala diagnostica, vengono applicate delle bobine sagomate in modo da adattarsi alla regione anatomica da studiare.L’applicazione di queste “bobine” (essendo appoggiate all’esterno del corpo) non provoca dolore o fastidio.

 

  • Il paziente potrà richiedere degli auricolari di protezione, in quanto l’apparecchiatura di RMN produce, di norma, un rumore ritmico. Durante l’esame il paziente sarà in continuo contatto con il Tecnico di radiologia.

 

  • È molto importante che il paziente rimanga fermo, che segua le istruzioni del personale medico e tecnico, questo renderà l’esame più breve e di qualità migliore.

 

 

Dopo l’esame di Risonanza Magnetica


Il paziente può eseguire qualsiasi attività
. L’eventuale mezzo di contrasto non preclude l’ingestione di cibi o bevande.

 

 

Se è stato eseguito un esame con contrasto, in caso di allattamento,  questo deve essere sospeso per almeno 48 ore.

 

Le immagini ottenute durante l’esame vengono interpretate dal medico radiologo, le cui conclusioni sono trascritte nel referto.

 

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